Se avete voglia di divertirvi, viaggiare, sognare e riflettere, “Midnight in Paris” è il film giusto per voi. Può essere descritto come un viaggio in un grande luna park pieno di attrazioni, tra passato e presente. L’ultima pellicola di Woody Allen, se non si hanno acquisito abbastanza informazioni in merito, spiazza. Spiazza per assurdità, creatività, fantasia e, a tratti, genialità. Spesso, quando andando al cinema ci aspettiamo di vedere un tipo di film ed invece ce ne troviamo di fronte un altro, rimaniamo delusi o nel peggiore dei casi ci innervosiamo non poco. Qui, sebbene ci si possa aspettare una semplice commedia sentimentale e poi ci si ritrovi davanti tutt’altro, si rimane solo contenti. E’ talmente bello restare sorpresi dallo svolgimento della storia che vi dirò solo che la storia inizia con uno scrittore (Gil) che passa una vacanza a Parigi con la futura moglie (Inez) ed i genitori di lei. La vacanza sarà disturbata da pseudo-intellettuali (Paul) e dalle particolari notti di Gil.

Non aspettatevi da “Midnight in Paris” una storia vera, ma non aspettatevi neanche una storia così assurda da risultare ridicola, fuori luogo, sciocca o brutta. Aspettatevi semplicemente una storia assurda e godetevela senza tanti pensieri. O meglio, i pensieri lasciateli per riflettere sul significato profondo del film. Woody Allen realizza un’opera che, a seconda dei punti di vista, può essere considerata un inno all’ottimismo ed alla gioia di vivere o una presa di coscienza che le nostre misere vite sarebbero le stesse anche in altre epoche. Su due grandi temi pone infatti l’accento la pellicola: l’amore e la nostra vita.

Si parla di amore perchè assistiamo a scene d’amore ma anche a tradimenti e discussioni. E si parla della nostra vita con riferimento al passato ed al presente. Ci si chiede se davvero la nostra vita sarebbe diversa in altre epoche o se, come afferma il protagonista, “Il presente è un po’ insoddisfacente perchè la vita è un po’ insoddisfacente”.

Grande cast tra i quali spiccano Owen Wilson, Marion Cotillard (sempre una tra le attrici più belle del momento) e, in ruoli minori, Carla Bruni ed Adrien Brody. C’è stato un dibattito tra chi pensa che il personaggio di Owen Wilson in realtà rappresenti Woody Allen e chi invece afferma che non sia così. Be’, io in lui ho rivisto molto Woody Allen. E’ ovvio che non rappresenta il regista se parliamo della storia vera e propria, ma come idea ci rientra alla grande.

La sceneggiatura non ha buchi o momenti bui e scorre via che è davvero un piacere. Le risate non mancheranno sebbene, come alcuni hanno detto ironizzando sui social network, prima della visione ci vorrebbe un veloce ripasso di arte, storia e letteratura per cogliere tutte le battute e non sentirsi degli incredibili ignoranti.

La musica è quanto di più adatto ci potesse essere per la pellicola, specie se parliamo delle ambientazioni, ed è davvero gradevole.

La regia deve gestire alcune scene molto vivaci e ricche di personaggi e situazioni movimentate, ma riesce a trasmettere benissimo l’atmosfera parigina ed è di buona qualità.

Le uniche note dolenti, se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo, sono la scena finale (un po’ buttata lì, questa è la sensazione) e quella sconclusionatezza che si avverte ogni tanto. Sicuramente molti la avvertiranno di più ed altri di meno, io non la considero tale da costituire un difetto. “Midnight in Paris” è un grande film, non un capolavoro. Ma la verità è che mi sono lasciato andare, mi sono divertito, e non sono rimasto deluso da questo lavoro. E questo lo trovo un grande merito, per la pellicola.