Come si fa a parlar male di questo film? Non si può. Esordisco con una nota polemica perchè qualche giorno fa ho letto una recensione a dir poco vergognosa di questo film sul sito di sky (e lo linko pure, così ve ne rendete conto da soli: http://www.skylife.it/html/skylife/cinema/articolo/2008-marzo/08-03-06-grande-grosso-verdone-recensione.html). In questo “articolo” si dice, ad esempio, che il film è lento e che siamo caduti in basso. Falso. Assolutamente falso.
“Grande, grosso e… Verdone” riporta sullo schermo i personaggi caratteristici di Verdone, quelli che appena li guardi inizi irrimediabilmente a ridere. Ed è così anche in questo film! E’ impossibile non scoppiare a ridere fino alle lacrime all’inizio del primo episodio, vedendo il personaggio imbranato che stavolta ha famiglia, con i figli doppiati sempre dallo stesso Verdone. Ci sono scene in cui sono presenti Leo e i suoi due figli e parlano tutti insieme dando vita a tre variazioni diverse della voce di Verdone, tutte improntate sullo storico Mimmo. Questo non è cadere in basso, questo è genio allo stato puro. Il primo episodio forse è quello che stupisce di più, perchè magari le aspettative erano inferiori o semplicemente perchè a questo punto non si sa che aspettarsi dagli altri due. Comunque sia, in questo atto c’è sempre di mezzo la nonna, che verrà a mancare e porterà ad una serie di reazioni a catena che non vi voglio raccontare, altrimenti vi rovinerei la sorpresa nella malaugurata ipotesi in cui non abbiate ancora visto la pellicola. In confronto agli altri due questo sembra l’episodio più corto, forse sarà per le sensazioni espresse prima.
Tant’è che nel secondo atto ci troviamo di fronte al professore Callisto, una sorta di dottor Jekill e mister Hyde: di giorno professore tutto preciso e padre severo fino al limite, di notte personaggio che va con le prostitute sulla Palmiro Togliatti. Questa doppia personalità rispecchia molto la volontà di Verdone di attualizzare la pellicola, volontà rispettata alla grande a mio modo di vedere. Questo episodio è quello che scorre meno velocemente, che ha dei momenti bui che potevano essere tranquillamente tagliati, e che è un po’ troppo volgare in alcuni punti. Niente di esageratamente scandaloso comunque.
Arriviamo quindi all’ultimo dei tre episodi, quello che vede la coppia di coatti che qui hanno il nome di Moreno Vecchiarutti ed Enza Sessa. Molti, davvero molti, i momenti esilaranti qui, a cominciare già dalla situazione stessa in cui la coppia si ritrova: un lussuoso albergo di Taormina. Potete immaginarvi cosa può combinare una coppia del genere (con un figlio al seguito che va matto per il calcio, tra l’altro) in un albergo con queste caratteristiche. Tante le scenette, tante le risate. Fatto sta che anche qui l’attualizzazione c’è: stavolta Moreno ed Enza sono in crisi e non se la godono più come una volta, e quindi saranno attratti entrambi da altre persone. Forte anche la morale di questo episodio, in cui Verdone vuole testimoniare come a volte le persone come Moreno ed Enza siano quelle più spontanee e vere, con la coscienza a posto in fondo. Concludendo, dopo la visione di questa pellicola sono certo che sarete d’accordo con me quando dico che nel 2008 film del genere sono più unici che rari. Certo, i difetti ci sono ed è normale. La durata eccessiva (più di 130 minuti sono un’enormità per un film del genere, ma di certo non vi annoierete mai) e l’evoluzione dei personaggi potrebbero scontentare una minima parte del pubblico, ma se amate davvero Verdone, se da questo film vi aspettate solo tante risate tralasciando aspetti che qui diventano secondari, bè, restare delusi è molto difficile. E lasciate perdere gli impicci di Sky. ;-)

C.Verdone
-Lei può fare qualcosa per questa strada?
-Perchè,ha delle buche?
-No,prostitute.
-Ma và?!

C.Verdone
-..e là deve scattare il bacio autentico!
-Autentico?
-Oh Perbacco!!Bagnato,con la lingua!!

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