Gorbaciof (rigorosamente con la f, in questo caso) è un “ragioniere di galera” di Napoli. Il soprannome deriva, come comprensibile, dalla vistosa voglia sulla fronte che riporta alla memoria il politico russo. La passione principale di Marino Pacileo (questo il vero nome del personaggio) è il gioco d’azzardo. Lo vediamo giocare a Poker in una bisca clandestina organizzata da un prestigioso avvocato ed ospitata da un cinese. Qui entra in gioco la seconda passione di Pacileo: Lila, la figlia del cinese di cui sopra. Per lei l’uomo ruberà soldi dal carcere in cui lavora, e li giocherà a Poker. Tutto questo perchè il padre di Lila si è indebitato, prima di Gorbaciof. La ragazza cinese, bellissima, non parla italiano, e questo difetto di comunicazione è un po’ la chiave di tutta la storia. Sì, perchè “Gorbaciof” è una pellicola con pochissimi dialoghi, quasi un film muto. Era dai tempi di “2001: odissea nello spazio” (che non c’entra niente con questo film, intendiamoci) che non vedevo una pellicola non muta con così pochi dialoghi. E’ una scelta senz’altro coraggiosa, originale nel panorama italiano. E’ un pregio, in questo caso. No, state tranquilli, non c’è paragone con roba come “Somewhere” di Sofia Coppola. Lì c’erano pochi dialoghi, ma soprattutto poco “film”, poca sostanza, qualità che rasenta lo zero (no, non l’ho ancora digerito, si vede). Tornando a “Gorbaciof”, qui la pochezza di dialoghi è ampiamente compensata da una buona regia, una storia tutto sommato abbastanza interessante e soprattutto dalla straordinaria interpretazione di Toni Servillo. Uno degli attori italiani più bravi in circolazione ci regala un personaggio singolare, schivo, di poche parole come il film, appunto. La prestazione di Servillo, alla fin fine, è a mio parere l’unico vero motivo per recarsi al cinema e pagare i 7-8 euro del biglietto. “Gorbaciov” è un bel film, non metto in dubbio questo, ma trovo che sia stato un po’ sopravvalutato. La trama è interessante, come dicevo, ma lungi dall’essere originale. E poi c’è il finale: quel finale che io non racconterò ma che sicuramente non ci si aspetta, un finale che sembra un po’ da soap opera o da fiction di lunga serialità, non il massimo dato il contesto e la qualità del prodotto. Che mi sia fatto influenzare nel mio giudizio proprio da questo finale fuori posto? Fatto sta che, torno a ripetere, questa pellicola è sicuramente da promuovere per il monumentale Toni Servillo. Il suo personaggio è forte e debole allo stesso tempo. Forte fisicamente, perchè quando c’è un guaio da risolvere lui lo risolve a modo suo, picchiando. Ma anche debole, perchè in fondo la fragilità che traspare durante le sue passeggiate con Lila è innegabile. In realtà “Gorbaciof” non ci racconta molto del suo omonimo protagonista, non sappiamo praticamente nulla del suo passato, sappiamo solo il suo presente ed il suo futuro. Il regista Stefano Incerti prova a darci qualche input, ma sono spunti non approfonditi. Dando più profondità alle diverse sfaccettature del personaggio (come ho già detto molto singolare, quindi con una storia non così banale alle spalle probabilmente) sarebbe potuto uscire un film di una qualità ed uno spessore superiori. In questo modo, invece, “Gorbaciof” forse finirà un po’ nel dimenticatoio, o verrà ricordato solo per il protagonista. Temo che le belle ambientazioni che fanno sembrare Napoli una città orientale, la camminata del personaggio principale, e la rappresentazione di una storia realistica (il prestigioso avvocato che gestisce una bisca clandestina, la guardia carceraria che è anche uno strozzino) non basteranno. Peccato.

 

 

Lila

In mancanza di tigri, le scimmie si elevano a tali, ma rimangono scimmie

 

 

gorbaciof

“mercoledì. prima non li tengo”

 



 

One Response to Gorbaciof

  1. cinemaleo scrive:

    Un film particolarmente scarno ed essenziale, quanto mai asciutto e rarefatto nel ritrarre, al contempo, una delicata storia d’amore e una drammatica situazione di solitudine e di isolamento. Grande grandissimo Servillo.

E' necessario eseguire il login per lasciare un commento.

Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.